Ne Il piccolo Eyolf, dramma in tre atti, Ibsen costruisce una tragedia domestica di rara intensità, centrata sulla morte del figlio storpio Eyolf e sul conseguente disfacimento morale dei genitori, Alfred e Rita Allmers. Il testo intreccia colpa, desiderio frustrato, egoismo e responsabilità etica in una forma teatrale scarna e simbolica, tipica dell'ultimo Ibsen. Il realismo psicologico si combina con una forte carica allegorica, evidente nella figura perturbante della "Donna dei topi", entro il contesto del teatro europeo fin de siècle, dove il dramma borghese diventa indagine sull'inconscio e sulla crisi della famiglia moderna. Henrik Ibsen, protagonista del teatro moderno europeo, dedicò gran parte della sua opera a smascherare le convenzioni sociali e i conflitti nascosti nella vita familiare. Dopo i drammi sociali della maturità, nelle opere tarde approfondì una dimensione più interiore e simbolica. In Il piccolo Eyolf confluiscono la sua attenzione per la colpa individuale, per le illusioni dell'io e per il costo umano dell'ambizione intellettuale e affettiva. La sua esperienza di osservatore critico della società borghese informa ogni scambio del dramma. Questo libro è altamente raccomandabile a chi voglia comprendere la svolta psicologica e simbolista del teatro moderno. Il piccolo Eyolf offre una lettura breve ma densissima, capace di interrogare il lettore su amore, dovere e fallimento. È un testo essenziale per studiosi, studenti e lettori interessati alla tragedia familiare moderna.











