Om den här boken

In Note di un viaggio in Persia nel 1862 Filippo De Filippi offre un resoconto di viaggio che unisce osservazione scientifica, curiosità etnografica e sensibilità narrativa. Il volume ricostruisce itinerari, paesaggi, città, costumi e pratiche sociali della Persia ottocentesca con uno stile limpido, ordinato e attentissimo al dettaglio concreto. L'opera si colloca nella tradizione europea della letteratura di viaggio del XIX secolo, ma se ne distingue per il rigore descrittivo e per il tentativo di comprendere ambienti naturali e realtà umane senza ridurli a semplice esotismo. Ne emerge un documento prezioso sul rapporto tra esplorazione, sapere e rappresentazione dell'Oriente. De Filippi, naturalista, medico e viaggiatore, apparteneva a quella generazione di studiosi italiani per cui il viaggio costituiva insieme esperienza conoscitiva e impresa scientifica. La sua formazione nelle scienze naturali spiega l'attenzione costante alla geografia, alla fauna, al clima e alle condizioni materiali dei territori attraversati. Al tempo stesso, la sua scrittura rivela un interesse autentico per la varietà delle culture incontrate, maturato nel quadro delle spedizioni e delle ricerche che caratterizzarono la sua attività intellettuale. Questo libro è consigliabile a chi studia la Persia moderna, la letteratura odeporica e l'immaginario europeo dell'Asia, ma anche a chi cerca una prosa di viaggio sobria e colta. Lo si legge come fonte storica e come testimonianza di uno sguardo disciplinato, capace di trasformare l'esperienza del viaggio in conoscenza duratura.

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