Il popolo delle battaglie: Guerra, Sacrificio e Destino
Addestrato per la guerra moderna. Scelto dalla storia per un destino antico.
Il tenente Gergely non è un soldato qualunque. Addestrato fin dall'infanzia alle arti dei ninja, ha trascorso anni tra combattimenti nella giungla e infiltrazioni antiterrorismo. È l'uomo che si chiama quando ogni altra speranza è perduta. Freddo. Letale. Preparato a tutto. Tranne a ciò che lo attende.
In una notte di settembre, un misterioso vortice di luce blu lo strappa dal presente e lo scaraventa nel 1552, nel cuore di un inferno di ferro, fuoco e sangue.
Un assedio che farà tremare un Impero
L'imponente esercito ottomano del sultano Solimano il Magnifico avanza verso Occidente: quarantamila soldati scelti, cento cannoni e la certezza di una vittoria schiacciante. A sbarrare la strada c'è solo la fortezza di Eger, difesa da appena duemila anime tra soldati stremati, donne e civili disperati.
Il capitano István Dobó conosce le disperate probabilità di sopravvivenza, eppure decide di resistere.
Gergely — che presto tutti chiameranno Gergely Bornemissza per la sua lama micidiale e la sua ostinata determinazione — si ritrova a combattere al fianco di eroi leggendari. Le sue moderne conoscenze tattiche e le tecniche ninja diventano un'arma imprevedibile nel XVI secolo. Ma nulla può prepararlo al prezzo reale che questo assedio esigerà.
Molto più di una semplice battaglia
Il Popolo delle Lotte
non è solo un romanzo d'azione. Tra i fumi dei cannoni, Gergely troverà una giovane donna il cui mondo è in pezzi, capace di toccare la sua anima come nessun campo di battaglia ha mai fatto. Un amore destinato a sfidare i secoli. Nel frattempo, un mistero si dipana su due linee temporali distinte, scontrandosi in un finale mozzafiato dove passato e presente si uniscono in modo sconvolgente.
Storia reale. Emozioni autentiche.
Ispirato a uno degli eventi più straordinari del Rinascimento europeo, il romanzo poggia su una meticolosa ricerca storiografica. L'assedio è reale, così come l'eroismo dei difensori di Eger. Il viaggiatore nel tempo è frutto di fantasia... ma alla fine del libro potreste iniziare a dubitarne.
Nota per i lettori:
Questo romanzo non edulcora la storia. L'assedio di Eger fu di una brutalità spietata (esecuzioni, villaggi a ferro e fuoco) e il testo ne dà una testimonianza onesta. Non è raccomandato ai minori o a persone sensibili alla violenza bellica.
«La forza dell’uomo non risiede nelle sue braccia — ma nella sua anima risiede il suo mondo.»
La battaglia è reale. La leggenda è meritata.










