Emilio Brentani ha trentacinque anni, un impiego monotono in una compagnia di assicurazioni, una sorella nubile che gli fa da madre e un passato da "promessa letteraria" mai mantenuta. Vive nella "senilità": una vecchiaia precoce dell'anima, fatta di prudenza, rimpianti e paura di vivere. Poi incontra Angiolina. Bella, solare, popolana e spregiudicata, la ragazza sembra offrirgli l'occasione per un'avventura senza impegno. Ma Emilio si innamora perdutamente, e la sua passione si trasforma in una spirale di gelosia, ossessione e autoinganno.
Intorno a loro, Stefano Balli, scultore amico di Emilio, uomo cinico e affascinante; e Amalia, la sorella, che nel silenzio della sua vita grigia si lascerà consumare da un amore impossibile. Sullo sfondo, una Trieste di fine Ottocento, sonnolenta e borghese, pronta a registrare il naufragio di quattro esistenze.
Senilità è il secondo romanzo di Italo Svevo e uno dei capolavori della letteratura italiana. Un'analisi psicologica spietata e moderna, che anticipa i temi e le tecniche de La coscienza di Zeno e che colpì profondamente lettori come James Joyce. Un libro sull'incapacità di vivere, sulla forza distruttiva delle illusioni, e su quell'inettitudine che, in forme diverse, abita ciascuno di noi.











