Così è (se vi pare)

C'è un terremoto che non si vede, in questa commedia. Quello della Marsica, del 1915, è solo lo sfondo, il pretesto che ha spazzato via case e documenti, riducendo in polvere ogni possibile certezza. Il vero sisma, però, è un altro: è lo scompiglio che tre forestieri portano nella sonnolenta vita di un capoluogo di provincia, scatenando la più feroce delle ossessioni borghesi: la curiosità.

Chi è la signora Frola? E chi è quel genero, il signor Ponza, dall'aspetto truce, che tiene la moglie relegata all'ultimo piano di un casermone, lontana dagli occhi di tutti, perfino da quelli della madre? Le voci si inseguono, gli sguardi si fanno indagatori, il salotto del consigliere Agazzi si trasforma in un tribunale improvvisato . Da una parte, una vecchia affabile che parla di un genero geloso fino alla follia; dall'altra, un uomo determinato che descrive una suocera impazzita dal dolore, incapace di accettare la morte della figlia. Due verità, due mondi, che si escludono a vicenda e nessun atto notarile, nessun certificato, nessuna autorità potrà mai ricomporre.

In mezzo a questo "tutti contro tutti" fatto di parole, si staglia la figura lucida e canzonatoria di Lamberto Laudisi, l'unico che ride mentre gli altri si affannano. Lui lo sa: la realtà è come uno specchio che riflette immagini diverse a seconda di chi guarda. E quando la curiosità della folla, ormai isterica, pretende l'unica prova che manca, Pirandello compie il suo colpo di teatro più geniale e spiazzante. Dal fondo della scena, come la verità stessa, arriva lei, la signora Ponza. Ammantata di nero, il volto celato da un velo, è lì per svelare l'arcano. E invece no. La sua frase, breve come un epitaffio, è un macigno che frantuma ogni residua illusione: "Io sono colei che mi si crede".

Così è (se vi pare) non è solo il capolavoro che ha consegnato al mondo la poetica pirandelliana. È una farsa filosofica, un dramma giudiziario senza colpevoli, una parabola che continua a interrogarci. Viviamo in un'epoca di frammenti, di identità liquide, di verità "posticce" costruite a colpi di like e di narrazioni contrapposte. In questo salotto stipato di pettegolezzi, Pirandello ci mette di fronte al nostro stesso disagio: la paura di non poter mai afferrare l'essenza delle cose e la ridicola ostinazione con cui pretendiamo di farlo, giudicando gli altri per colmare il vuoto che abbiamo dentro.

Commencez ce livre dès aujourd'hui pour 0 €

  • Accédez à tous les livres de l'app pendant la période d'essai
  • Sans engagement, annulez à tout moment
Essayer gratuitement
Plus de 52 000 personnes ont noté Nextory 5 étoiles sur l'App Store et Google Play.