Il sipario è alzato. Una compagnia di attori sta provando. Poi, dal fondo, entrano loro: sei figure vestite di nero, segnate da un dolore antico. Sono personaggi senza autore, rifiutati, abbandonati. E cercano qualcuno che dia loro vita.
Da questo incontro nasce il capolavoro che nel 1921 mandò in tilt il pubblico di Roma. Pirandello fece a pezzi le regole del teatro e mandò in scena la creazione stessa del teatro. I Personaggi vogliono vivere la loro tragedia – incesti, lutti, colpe indicibili. Gli Attori cercano di interpretarli, di ridurli a copione. Ma tra la vita che brucia e l'arte che imita si apre un abisso.
Quando provano a rappresentare la scena cruciale, il gioco si fa tragico. La vita non si ripete. E quando provi a rifarla, ti sfugge tra le dita. Resta un grido, resta una bambina annegata, resta un colpo di pistola. Ed ecco la domanda: quello che abbiamo visto, è accaduto davvero o è stata finzione?
La risposta è un pugno. Il capocomico grida: "Andate al diavolo!" E i Personaggi, invece di sparire, diventano più grandi, più veri. Proiettano ombre mostruose. Loro sanno chi sono. Noi restiamo con un dubbio: quanti personaggi in cerca d'autore si nascondono dentro di noi, aspettando invano di venire alla luce?











